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Fondazione Giuseppe Tomelleri

Fondazione Giuseppe Tomelleri

CHI SIAMO STORIA DELLA UIL - UNIONE ITALIANA DEL LAVORO LA NOSTRA STORIA

 

5 marzo 1950

 

Nasce a Roma la U.I.L.

Unione Italiana del Lavoro

 

 

L'Unione italiana del lavoro (UIL) nasce il 5 marzo 1950 (la cronaca di quel giorno).

 

L'assemblea di fondazione si tenne a Roma, nel salone del circolo ricreativo "La gente dell'aria" che si trovava in via IV Novembre nel palazzo dell'INAIL, con la partecipazione di circa trecento rappresentanti di una cinquantina di camere sindacali che si erano dichiarate autonome dalla FIL ed alcune decine di quelle che si erano costituite dalle minoranze nelle diverse provincie e comuni delle organizzazioni autonome.

 

Alla “Casa dell’Aviatore” erano presenti circa 300 persone, provenienti da quasi tutte le provincie.

 

Esattamente 253 delegati, in rappresentanza di oltre 50 camere sindacali autonome fra cui quelle di Milano, Roma, Torino, Brescia, Napoli, La Spezia, Bari, Livorno, Taranto, Palermo, Enna, Udine, Pistoia, Perugia, Grosseto, Reggio Calabria, Salerno, Benevento, Campobasso, Terni, Vercelli, Ancona, Lucca, Como, Varese, Trento, Parma, Forlì, Ragusa, Latina, Frosinone, Rieti, Mantova, Pavia, di tre sindacati nazionali ex Fil (chimici, tessili, statali), di tre organizzazioni autonome (Alleanza italiana sindacati autonomi, Sindacato autonomo autoferrotranvieri di Roma, Sindacato scuola media di Brescia) e dei Gasu (Gruppi di azione sindacale unitaria) di Vercelli, Genova, La Spezia, Savona, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Varese, Venezia, Verona, Vicenza, Gorizia, Trieste, Bologna, Ferrara, Modena, Piacenza, Parma, Massa, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Pistoia, Ancona, Ascoli, Macerata, Perugia, Terni, Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo, Chieti, Avellino, Caserta, Napoli, Agrigento, Catania, Siracusa, Trapani.

 

Come osservatori (nel senso che non aderirono subito alla nuova organizzazione) parteciparono i rappresentanti di una serie di organizzazioni, come la Camera sindacale Fil di Ravenna (confluita due anni dopo nella Uil) e le Camere sindacali di Avellino, Carrara, Trapani, Vicenza e Brindisi; le correnti sindacali repubblicane di Genova, Potenza, Firenze e Bologna; i sindacati provinciali delle imposte e dipendenti del Tesoro di Genova; del Sindacato nazionale ferrovieri e del Sindacato nazionale pensionati.

 

Al convegno parteciparono sindacalisti anziani, ma anche giovani e giovanissimi - come buona parte del gruppo dei socialisti autonomisti - e molti repubblicani che provenivano da organizzazioni di categoria della Cgil.

 

Mancavano però i rappresentanti dei partiti politici, a parte qualche partecipazione a titolo personale. Vi era, ad esempio, l'anziana Angelica Balabanoff, così invisa al Dipartimento di Stato americano e agli uomini dell"American Federation of Labor.

 

Messaggi di adesione vennero inviati da Rinaldo Rigola e da un altro prestigioso sindacalista prefascista, Ettore Rejna (che era stato segretario dell'organizzazione sindacale dei cappellai e poi segretario di federazioni sindacali internazionali), da Lupis, Zanardi e Vigorelli. Erano presenti anche Giuseppe Rapelli e il senatore Ferruccio Parri.

 

La nascita della UIL caratterizzata da una connotazione politica di forte autonomia e da una più marcata azione sindacale indipendente aprì la stagione del consolidamento della democrazia dopo il ventennio fascista d'annullamento di tutte le forme di rappresentanza politica e sindacale.

 

Dopo la liberazione di Roma dai nazifascisti nel 1944, con il "Patto di Roma" le diverse componenti politiche del sindacato avevano dato vita alla CGIL unitaria, nella quale convivevano, con non pochi problemi, i socialisti, i comunisti, i cattolici e i laici. L'esperienza unitaria si protrasse per 4 anni, nei quali il sindacato riconquistò un ruolo centrale nel panorama politico ed economico nazionale, confermato con la firma, fin dal 1945-46, dei contratti nazionali di lavoro.

 

Con l'avvio della "guerra fredda" e del confronto politico e militare fra l'Occidente democratico e l'Europa orientale del blocco sovietico, il compromesso all'interno della CGIL unitaria divenne sempre più precario, rendendo impossibile il mantenimento unitario dell'organizzazione.

 

Il dibattito sulle rivendicazioni, sull'uso politico degli scioperi e sull'adesione al Piano Marshall, si fece aspro e violento, divenendo ragione di rottura.

 

Nel luglio 1948, prendendo spunto dallo sciopero generale politico indetto in occasione dell'attentato a Togliatti, la componente cattolica decise di uscire dalla confederazione unitaria e dar vita alla Libera CGIL.

 

Un anno dopo, nel maggio del 1949, a causa dei gravi incidenti di Molinella, nella terra di Massarenti, i socialdemocratici e i repubblicani consultarono i lavoratori, affinché si esprimessero se rimanere ancora nella CGIL o no.

 

La quasi totalità si espresse per l'uscita dalla CGIL e la costituzione di una nuova confederazione Il 24 maggio i sindacalisti socialdemocratici formalizzarono l'uscita dalla CGIL. e altrettanto fecero, nello stesso giorno, i sindacalisti repubblicani.

 

Nasceva così, il 4 giugno 1949, la Federazione italiana del lavoro (FIL).

 

Anche il gruppo dei socialisti che, pur rimanendo nella CGIL dove ricoprivano importanti incarichi di responsabilità, si erano resi autonomi dal partito socialista sindacalmente appiattito sulla posizione dei comunisti all'interno del sindacato, decisero di uscire dalla confederazione e di proporre alle altre forze la costituzione di una terza confederazione laico-socialista autonoma e indipendente.

 

Pur percorrendo strade e tempi differenti nell'uscire dalla CGIL, le componenti socialdemocratica, repubblicana e socialista giunsero all'elaborazione di una piattaforma fondata sulla consapevolezza della validità e vitalità del ruolo che il sindacato poteva e doveva avere, in perfetta autonomia politica e sindacalmente indipendente quale portatore degli interessi esclusivi dei lavoratori.

 

Infatti, uno dei motivi del dissenso sugli scioperi politici che furono promossi dalla maggioritaria componente comunista conteneva, oltre alle improprie finalità di scontro politico, l'ingiusto costo che i lavoratori coinvolti dovevano sopportare sulle retribuzioni.

 

In Italia si accese un forte dibattito su quale prospettiva dare all'organizzazione sindacale, dividendosi fra color che sostenevano l'indispensabilità di costituire una sola organizzazione che comprendesse tutte le forze uscite dalla CGIL e si contrapponesse alla confederazione socialcomunista e chi riteneva improponibile un simile disegno in una difficile convivenza fra le forze cattoliche confessionali che avevano ispirato la LCGIL e quelle laico socialiste che avevano dato vita alla FIL e alle organizzazioni autonome.

 

Non tanto i partiti, quanto le organizzazioni sindacali periferiche seppero compiere la scelta facendo fallire il progetto del sindacato unificato nella LCGIL.

 

In acceso clima di guerra fredda e d'influenza sugli alleati, negli Stati Uniti quanto succedeva in Italia era seguito con molta attenzione e se alcuni ambienti del Dipartimento di Stato insieme con una delle due potenti organizzazioni sindacali l'AFL spingevano affinché, dopo una fase transitoria, si arrivasse ad un'unificazione fra la LCGIL e la FIL formando una confederazione in grado di contrapporsi a quella socialcomunista, in altri ambienti e nell'altra confederazione CIO, nella quale primeggiavano il potente sindacato dell'auto e alcune categorie dirette e fortemente legate al fuoriuscitismo italiano democratico che nell'epoca fascista emigrò negli USA, contrastarono questo progetto appoggiando la nascita di una terza centrale sindacale.

 

Vinte le ultime resistenze, guadagnate ampie solidarietà nazionali ed internazionali il 5 marzo 1950 nacque la UIL.

 

La UIL presentò un manifesto pochi giorni dopo la propria costituzione in cui elencava i cinque punti della dichiarazione programmatica che l'assemblea costitutiva aveva approvato, e cioè: indipendenza dai partiti nell'azione; radicamento nel territorio nel rispetto delle autonomie; democraticità, partecipazione e coinvolgimento dei lavoratori; ricerca dell'unità nell'azione sindacale con gli altri sindacati; attiva vigilanza ogni volta che le sorti della classe lavoratrice fossero messe in gioco.

 

Con la nascita, della UIL, povera di mezzi finanziari, ma forte del consenso della politica e dei lavoratori la confederazione sindacale più piccola, ma battagliera si presenterà all'appuntamento con gli impegni ed i fatti del nostro Paese con un bagaglio d'idee e proposte ed una classe dirigente di primissimo ordine.

 

Si perfeziona in quegli anni, così, il quadro democratico della rappresentanza sindacale che caratterizzerà il panorama sindacale dalla seconda metà del secolo scorso fino ai giorni nostri.

 

La nascita della UIL ha rappresentato una grande novità nello scenario sindacale del nostro Paese, in particolare per i contenuti delle politiche rivendicative e sociali di cui l'organizzazione si è fatta portatrice, fin dal suo sorgere.

 

Con il passare degli anni, queste sono diventate l'asse portante di molte scelte compiute dal movimento sindacale, unitariamente inteso, spesso affermandosi come opzioni valide per tutta la società.

 

Dalle grandi battaglie affrontate per democratizzare le istituzioni, a quelle per l'affermazione dei diritti sui posti di lavoro e nell'ambito delle complesse vicende civili, la Uil ha dato delle risposte concrete, sia nelle fasi di scontro più duro, come in quelle più convulse e confuse, sostenendo sempre il modello partecipativo ed i contenuti riformisti.

 

Dal 5 marzo 1950 la Uil ha dimostrato forza e continuità, con coerenza in tutto il suo agire senza per questo rinunciare alla necessaria ricerca dei percorsi più adatti, per adeguarsi alle nuove condizioni che la società poneva in essere.

 

Tutta la produzione elaborativa è sempre stata portata al confronto con gli altri sindacati, i partiti e le istituzioni, con la vocazione di chi ricerca il dialogo, con lo spirito di chi vuole discutere e guardare dentro i problemi, per compiere delle scelte rivendicative capaci di incidere su quelle del Paese e per la creazione di un modello di rappresentatività al passo con i tempi e con le aspettative dei lavoratori.

 

La Uil, a ragione, può e deve ricordare e rivendicare le sue radici, per sottolineare che nelle vicende del nostro Paese ha espresso matrici originali d'idee e progetti che hanno dato ai lavoratori voce e forza, al punto che non è possibile per nessuno liquidare la storia del sindacato come da terza forza o protagonista di rincorse faticose ai cambiamenti o, peggio, semplice testimone di questi.

 

Partendo dalle radici ideali è ovvio cominciare dal 1950, senza dimenticare, però, che queste sono ben più profonde.

 

Esse si ritrovano nel patrimonio culturale dei padri fondatori del socialismo, in quello del mazzinianesimo, più in generale nella cultura laica e nell'impegno civile e politico che la sinistra sociale ha sempre espresso verso il lavoro ed i lavoratori e, soprattutto, nel sindacalismo riformista di Buozzi, cui idealmente la confederazione si è ispirata fin dalle sue origini.

 

Nel decennio successivo alla costituzione della UIL, una delle preoccupazioni costanti fu quella di creare i presupposti affinché la classe lavoratrice crescesse insieme allo sviluppo del paese, in modo da essere garante della costruzione di una società nel benessere, nella concordia e per la pace tra i popoli.

 

Lo sviluppo disarticolato ed in parte anche caotico dell'Italia poneva, con crescente urgenza, problemi nuovi che aumentavano le difficoltà di quelli già presenti, sofferti non solo dai lavoratori, ma anche da tanti cittadini.

 

La Uil facendosene carico, divenne la principale organizzazione portatrice delle rivendicazioni indispensabili per risolverli.

 

Un caso per tutti è l'attenzione con cui fu seguita la situazione della politica abitativa, degli sfratti e il bisogno di case nelle grandi città, a seguito dell'inurbamento di grandi masse di lavoratori, in particolare modo per l'imponente flusso migratorio che dal Mezzogiorno spostava centinaia di migliaia di disoccupati e sottoccupati alla ricerca di lavoro al nord.

 

I cambiamenti maggiori si cominciarono ad intravedere intorno agli anni sessanta.

 

In quegli anni si comincerà a parlare di politica dei redditi e di politica di piano, dell'attuazione di quelle misure che oltre a rilanciare lo sviluppo economico fossero capaci di tutelare il potere d'acquisto dei lavoratori, attraverso il contenimento e il controllo dei prezzi e delle tariffe anche con la creazione d'appositi strumenti.

 

Sulla programmazione la UIL incentrò il congresso del 1964, che ebbe come slogan "La programmazione rafforza l'azione sindacale e ne garantisce l'efficacia democratica".

 

Per quasi un decennio, la Uil continuerà ad accompagnare la propria strategia con azioni basate sulle analisi e sulle scelte riformiste in merito a: programmazione, incentivazione per i settori strategici, sviluppo di una politica industriale, difesa e sviluppo della occupazione, innovazioni sulla formazione e mercato del lavoro.

 

E' in questo periodo, che la Uil mette a fuoco come e quanto il sindacato confederale abbia ormai raggiunto pienamente la condizione per avanzare rivendicazioni ed esprimere elaborazioni sulle trasformazioni del Paese.

 

La Uil ha ben chiaro come le aspirazioni, che erano tali in quel marzo 1950, prendono corpo con sempre maggiore convinzione nel paese e che una nuova "epoca" sta per aprirsi.

 

Si spostano i rapporti di potere e di forza in fabbrica, come nella società.

 

Il sindacato riesce a far accogliere, pressoché integralmente, molte piattaforme contrattuali dai contenuti fortemente innovativi.

 

Esse, infatti, non solo spostano il centro delle relazioni industriali dalle problematiche individuali e professionali a quelle aziendali e di settore, ma accentuando le rivendicazioni di tipo egualitario, su temi come salario e qualifiche, diminuiscono la loro tecnicità tutto a profitto di una maggiore intelligibilità d'insieme.

 

E' così arrivano in un sol colpo: la riduzione dell'orario di lavoro a 40 ore, gli aumenti salariali uguali per tutti, il riconoscimento del diritto di assemblea e dei consigli di fabbrica, la completa definizione dell'obbligo da parte delle imprese di trattenere le contribuzioni sindacali volontarie.

 

Ed ancora: l'abolizione delle gabbie salariali - stabilite e rinnovate nel dopoguerra - fino all'accordo raggiunto sulle pensioni, che consentirà al sindacato di compiere quella svolta che lo portava per la prima volta a condizionare direttamente i flussi di spesa pubblica.

 

Il sindacato accresce notevolmente la sua capacità d'influenza a scapito dei maggiori centri di potere politico ed economico, le confederazioni si ritrovano ad essere soggetti politici di primo piano nelle scelte di sviluppo industriale e sociale di tutto il paese.

 

I due fatti importanti, in alcune circostanze anche decisivi, che permettono tali successi sono, da un lato una sempre più praticata autonomia dai partiti (in quel tempo si comincia a parlare d'incompatibilità) e dall'altro l'avvio di un processo d'unificazione delle tre confederazioni, alimentato dalle nuove forme di rappresentanza sui posti di lavoro garanti, con la raccolta del capillare consenso, della partecipazione dei lavoratori al processo stesso.

 

Tra il 1966 ed il 1970 i temi al centro dell'analisi della Uil, nei lavori dei propri organi direttivi, furono il confronto ed il ruolo del sindacato nella società democratica, la legge sui diritti dei lavoratori, la riforma penale, la riforma tributaria, tanto per citare alcuni argomenti distanti dalla normale politica rivendicativa del sindacato confederale.

 

Negli anni seguenti, il sindacato fornì la prova di avere il coraggio di guardare avanti sia nelle proposizioni sui problemi, sia nell'individuazione delle risposte da dare alle richieste della società.

 

Questa con sempre maggiore insistenza chiedeva che le spinte e le nuove necessità avessero il loro soddisfacimento insieme ad una maggiore democratizzazione e partecipazione, non solo alla vita politica, ma anche in tutte quelle strutture nelle quali la gestione degli interessi collettivi era prevalente.

 

Ciò si riscontra nell'istituzione delle regioni, nelle elezioni dei rappresentanti nelle scuole, nella smilitarizzazione della polizia, nel nuovo diritto di famiglia, con la presa di coscienza del flagello della droga come problema sociale, nel disagio giovanile, nella necessità di una riforma della sanità, concessa a tutti e gratuita, fino ai nuovi soggetti sociali - le donne, i giovani, i disoccupati - ai quali il sindacato, nonostante i ritardi accumulati, le resistenze ed i preconcetti, duri a morire anche al suo interno, ha offerto la possibilità di fare nuove esperienze di partecipazione.

 

La Uil affrontò apertamente, attraverso l'attività degli organi direttivi, congressi in testa, lo sforzo per rinnovare l'organizzazione sia per farla continuare ad essere un punto di riferimento capace di ottenere sempre maggiori consensi fra i lavoratori, sia come strumento al passo con le nuove esigenze dettate dai tempi della modernizzazione.

 

In particolare ciò avvenne nei congressi del 1977 "Partecipare per cambiare", del 1981 "Dall'antagonismo al protagonismo" e del 1985 con il "Volgersi al nuovo" del sindacato dei cittadini.

 

Con il congresso del 1989, la Uil si presentò con l'imperativo messaggio di "Far funzionare l'Italia".

 

Con il Sindacato dei cittadini tutto il gruppo dirigente ha voluto segnare definitivamente il distacco dalle logiche dei partiti e da quelle tradizionali contrattuali, per ridisegnare un sindacato impegnato nel Paese, come rappresentante non solo dei lavoratori in quanto tali, ma di tutti i soggetti che si identificano nelle analisi e proposte che la Uil ha inteso realizzare.

 

Resta traccia di questa attenzione nelle tantissime iniziative che hanno portato la Uil a denunciare: la massiccia evasione fiscale tra i professionisti, le condizioni di profondo disagio in cui la sanità si trovava , le nuove malattie sociali, come le droghe pesanti e l'Aids, le condizioni e la qualità dei trasporti e non per ultimo la sensibilità verso l'ambiente e le trasformazioni dell'habitat.

 

Gli anni novanta hanno avuto per il sindacato in generale, e nello specifico per la Uil, un particolare significato, poiché con il crollo della prima repubblica, in seguito al ciclone di tangentopoli, il sindacato rimase uno dei pochi punti di riferimento saldi e costanti per i lavoratori e per la nazione tutta.

 

Pur in presenza di un impegno sempre più ampio sul versante della democratizzazione dell'economia, come verso le necessità di fornire alcuni servizi per la tutela e l'assistenza ai cittadini e, ovviamente agli iscritti, la Uil non ha mai distolto l'attenzione dal lavoro, inteso come valore assoluto, rivendicandone la difesa e la dignità, così come indicato dalla Costituzione repubblicana.

 

La UIL, infatti, ha realizzato gli ultimi congressi proprio su questo valore, che, purtroppo, si va perdendo, su questo diritto che rischia continuamente di essere negato. Il valore del lavoro e del sindacato, sono stati posti al centro del dibattito richiamando con forza l'attenzione di tutto il Paese. Gli slogan dei congressi sono stati: "I diritti del lavoro.

 

Il lavoro per lo sviluppo" del 1993; "Più sindacato" del 1998. Nell'ultimo congresso "Il valore del lavoro", celebrato a Torino nel 2002, Luigi Angeletti sottolinea tra l'altro: "La necessità di ricollocare al centro dello scenario economico e politico il fattore lavoro non è il frutto di una scelta ideologica, bensì il segno del XXI secolo.

 

La forza intrinseca del lavoro sarà l'elemento di una nuova rivoluzione culturale che riproporrà la persona al centro dell'evoluzione del sistema sociale. (..)

 

Siamo nel mondo della conoscenza.

 

Il lavoro in quanto espressione di conoscenze avrà più valore del capitale: la creazione di ricchezza sarà determinata più dall'accumulazione delle conoscenze che da quella dei capitali.

 

La formazione è il motore dello sviluppo.

 

Non c'è progresso, non c'è modernizzazione se non si alimentano i processi della conoscenza e, in un'epoca in cui i beni immateriali rappresentano una vera risorsa, la ricchezza di una nazione risiede proprio nella capacità di mettere a frutto il valore delle persone.

 

Sono più familiari ai giovani i valori che le ideologie, le forti speranze che le illusorie certezze, la proposta di impegni che le altisonanti e vuote prospettive politiche.

 

Ed è innanzitutto una sfida culturale quella alla quale il Sindacato è chiamato nel proporsi come soggetto rappresentativo anche di questo mondo, ancora poco sindacalizzato ma non meno bisognoso di forti tutele.

 

Noi siamo gli eredi di uomini e di donne che hanno sempre creduto che la libertà e la giustizia sociale fossero indivisibili. (..)

 

Noi siamo gli eredi del riformismo, di quella cultura politica che ha rappresentato il tratto migliore della storia sociale di questo paese.

 

Abbiamo un dovere ed una grande responsabilità: perpetuare nel tempo questi valori e consegnarli a coloro che verranno dopo di noi così come essi ci sono stati tramandati".

 
   
   
   

 
   
   
   

 
   
   
   

 
   
   
   

 
   
   
   

 
   
   
   

 
   

 
   

 
   

 
   

 
   

 
   

 
   

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
  CHI SIAMO CONGRESSI NAZIONALI UIL CONGRESSI  
 

Roma 5 marzo 1950

Convegno Costitutivo della UIL (1° Congresso Nazionale)

SLOGAN

 

6 marzo 1950

Comitato esecutivo  

 

1950 Convegno costitutivo (Primo congresso nazionale) Giuseppe Bacci Affari generali e amministrazione

Riunione costitutiva della UIL - Casa dell'Aviatore in Roma

Renato Bulleri Contratti e vertenze
Arturo Chiari Strutture specifiche
Enzo Dalla Chiesa Organizzazione e affari internazionali
Emanuele Levi Contratti e vertenze
Umberto Pagani Strutture specifiche
Amedeo Sommovigo Affari generali e amministrazione
Mario Tiberi Stampa
Raffaele Vanni Organizzazione e affari internazionali
 

Roma

Comitato di Segreteria  

1950 Convegno costitutivo UIL

 
  26 febbraio 1951 Italo Viglianesi Coordinatore  
  Giuseppe Bacci Amministrazione
Renato Bulleri Sindacale
Enzo Dalla Chiesa Internazionale
Emanuele Levi Sindacale
Umberto Pagani Sindacale
Aride Rossi Cooperazione
Amedeo Sommovigo Affari Generali
Raffaele Vanni Organizzazione
Giampaolo Visentini Organizzazione (dimissionario dal 9.10.1952)
 
 

Roma

Comitato di Segreteria      
  6 aprile 1952  Italo Viglianesi Coordinatore  
Giuseppe Bacci  
Enzo Dalla Chiesa  
Emanuele Levi  
Amedeo Sommovigo  
Raffaele Vanni  
 

Roma 6-8 dicembre 1953

II Congresso Nazionale

SLOGAN

 
Roma 8 dicembre 1953 Comitato Esecutivo  

Pace, Libertà, Lavoro

1953 secondo congresso nazionale Italo Viglianesi Segretario Coordinatore

Giuseppe Bacci

 
Antonio Cariglia  
Bruno Corti  
Giuseppe Raffo  
Aride Rossi  
Amedeo Sommovigo  
Raffaele Vanni  

Firenze 9-12 febbraio 1958

III Congresso Nazionale

SLOGAN

Firenze 12 febbraio 1958 Comitato esecutivo  

Nuovi strumenti di lotta,

più ampie prospettive

per la classe operaia

III Congresso Nazionale UIL  Italo Viglianesi Segretario Coordinatore
Giuseppe Bacci  
Camillo Benevento  
Bruno Corti  
Enzo Dalla Chiesa  
Giuseppe Raffo  
Guglielmo Rizzo  
Aride Rossi  
Franco Simoncini  
Raffaele Vanni  
 
 

Montecatini 29.2 - 4.3.1964

IV Congresso Nazionale

SLOGAN

 
                                               

Montecatini 4 marzo 1964

Italo Viglianesi Segretario Coordinatore

La programmazione

rafforza

l'azione sindacale

e ne garantisce

l'efficacia democratica

  1964 quarto congresso nazionale Camillo Benevento  
Silvio Benvenuto  
  Bruno Corti  
Enzo Dalla Chiesa  
  Giuseppe Raffo    
Ruggero Ravenna  
Aride Rossi  
Franco Simoncini  
Paolo Tisselli  
            Raffaele Vanni    
 

Chianciano 27-31 ottobre 1969

V Congresso Nazionale

SLOGAN

 
Chianciano 31 ottobre 1969 Lino Ravecca Segretario Generale

Un sindacato forte

per una società giusta

1969 quinto congresso nazionale Ruggero Ravenna Segretario Generale
Raffaele Vanni Segretario Generale
Camillo Benevento
Vincenzo Berteletti
Cesare Sergio
Enzo Dalla Chiesa  
Aride Rossi  
Franco Simoncini  
Giuliano Sommi  
Paolo Tisselli  
Olinto Torda  
Roma 27 ottobre 1971 Comitato Centrale UIL elegge Segretario Generale Raffaele Vanni
 
 

Rimini 21-25 marzo 1973

VI Congresso Nazionale

SLOGAN

 
                                               
 

Rimini 25 marzo 1973

Raffaele Vanni Segretario Generale

L'unità della UIL

per l'unità di tutti i lavoratori

 
1973 sesto congresso nazionale Camillo Benevento Organizzazione
Vincenzo Berteletti Assistenza e previdenza
Raffaele Bonino

Formazione quadri Ufficio internazionale

 
Gino Manfron

Strutture di base e contrattazione aziendale

Gildo Muci Organizzazione
Lino Ravecca

Coordinamento politiche regionali Organizzazione

Ruggero Ravenna Ufficio sindacale
Aride Rossi Ufficio sindacale
Luciano Rufino Ufficio studi e riforme
Olinto Torda Amministrazione
Roma 30 settembre 1976 Comitato Centrale UIL elegge Segretario Generale: Giorgio Benvenuto
 
 

Bologna 29 giu.- 3 lug. 1977

VII Congresso Nazionale

SLOGAN

 
 

Bologna 3 luglio 1977

Giorgio Benvenuto Segretario Generale

Partecipare per cambiare

 
1977 settimo Bruno Bugli

Pubblico impiego, Istituzioni e riforma Stato e P.A.

Domenico Buttinelli Sicurezza sociale
Ugo Luciani Politiche di bilancio
Gino Manfron

Politica economica e contrattuale

Lino Ravecca

Coordinamento politiche regionali, Organizzazione

Ruggero Ravenna

Politica economica e contrattuale

Aride Rossi Politica economica e contrattuale
Olinto Torda

Organizzazione, tesseramento, formazione quadri

Raffaele Vanni

Affari generali Programmazione e politica regionale

Franco Zoni Politica economica e contrattuale
 

Roma 10-15 giugno 1981

VIII Congresso Nazionale

SLOGAN

 
 

Roma 15 giugno 1981

Giorgio Benvenuto Segretario Generale

Dall'antagonismo

al protagonismo

 
1981 ottavo congresso nazionale Giuseppe Agostini Politiche contrattuali
Bruno Bugli

Pubblico impiego, Istituzioni e riforma Stato e P.A.

Luigi Della Croce Amministrazione
Walter Galbusera

Politiche economiche e settoriali

Antonio Izzo Affari organizzativi interni
Pietro Larizza Organizzazione
Giorgio Liverani Politiche economiche e settoriali
Ugo Luciani Politiche regionali e Mezzogiorno
Vincenzo Mattina Politiche contrattuali e rivendicative
Giovanni Mucciarelli

Casa, ambiente, territorio e sviluppo cooperazione

Giampiero Sambucini Settore studi legislativi
 

Firenze 26-30 novembre 1985

IX Congresso Nazionale

SLOGAN

 
 

Firenze 30 novembre 1985

Giorgio Benvenuto Segretario Generale

Volgersi al nuovo

 
  1985 nono congresso nazionale Giuseppe Agostini Politiche settoriali  
  Bruno Bugli

Politiche sociali, Sindacato per i cittadini

 
  Giancarlo Fontanelli

Pubblico impiego e problemi della P.A.

 
  Walter Galbusera

Politiche industriali e di sviluppo produttivo

 
  Antonio Izzo Affari organizzativi interni  
  Pietro Larizza Politica organizzativa  
  Giorgio Liverani Politiche economiche e settoriali  
  Adriano Musi

Politiche del lavoro e politiche formative

 
  Giuseppe Piccinini

Agro-alimentare, ambiente e territorio

 
  Giampiero Sambucini Settore studi legislativi Ufficio legale  
            Mauro Scarpellini Politica di bilancio  
Silvano Veronese Politiche contrattuali e rivendicative
 

Venezia 23-28 ottobre 1989

X Congresso Nazionale

SLOGAN

 
 

Venezia 28 ottobre 1989

Giorgio Benvenuto Segretario Generale

Far funzionare l'Italia

 
1989 decimo congresso nazionale Anna Maria Acone

Politica economica e del lavoro

Bruno Bruni

Attività terziario, credito e assicurazioni, trasporti

Antonio Foccillo

Rapporti internazionali, CES, Progetto Sud

Giancarlo Fontanelli Segretario Organizzativo
Antonio Izzo Economato
Pietro Larizza Politica organizzativa
Antimo Mucci*

Attività produttiva

Adriano Musi Politica economica e del lavoro
Fabio Ortolani

Politiche di bilancio, cooperazione

Vittorio Pagani Problemi dello stato sociale
          Cesare Sassano Politiche comunitarie
          Silvano Veronese Attività produttiva

*entrato in Segreteria Confederale con elezione del Comitato Centrale UIL successiva al Congresso

Roma 18 febbraio 1992 Comitato Centrale UIL elegge Segretario Generale: Pietro Larizza
 
  Roma 3-8 maggio 1993

XI Congresso Nazionale

SLOGAN

 
 

Roma 8 maggio 1993

Pietro Larizza Segretario Generale

I diritti del lavoro,

il lavoro per lo sviluppo

 
1993_11_conguil Bruno Bruni Terziario, quadri, credito, assicurazioni, trasporti
Carlo Fabio Canapa

Politiche ambientali, Sicurezza lavoro, Agricoltura

Antonio Foccillo Pubblico impiego, scuola, università, ricerca
Giancarlo Fontanelli

Riforma istituzionale, Scuola e Università, P.A.

Roberto Franchi Segretario Organizzativo
Antonio Izzo Amministrazione
Franco Lotito Mercato del lavoro
Antimo Mucci Politica industriale
Adriano Musi Ufficio di segreteria generale
Fabio Ortolani Politica di bilancio, cooperazione
          Vittorio Pagani Ufficio di segreteria generale
          Silvano Veronese Politica industriale
  Bologna 4-8 febbraio 1998

XII Congresso Nazionale

SLOGAN

 
 

Roma 8 maggio 1993

Pietro Larizza Segretario Generale

... più sindacato

 
XII Congresso Nazionale UIL Luigi Angeletti* Segretario Confederale
Carlo Fabio Canapa Segretario Confederale
Antonio Foccillo Segretario Confederale
Franco Lotito Segretario Confederale
Antimo Mucci Segretario Confederale
Adriano Musi Segretario Confederale
Paolo Pirani Segretario Confederale
Donatella Vercesi* Segretario Confederale
Fabio Ortolani Tesoriere (fino al 19 aprile 2000)
*entrata in Segreteria Confederale con elezione del Comitato Centrale successiva al Congresso
Roma 13 giugno 2000 Comitato Centrale UIL elegge Segretario Generale: Luigi Angeletti

Adriano Musi è stato eletto Segretario Generale Aggiunto.

Sono stati inoltre eletti nella Segreteria Confederale: 

Carmelo Barbagallo, Guglielmo Loy e Lamberto Santini.

Rocco Carannante è stato eletto Tesoriere della Confederazione.

La nuova Segreteria Confederale della UIL risulta quindi così composta:
Luigi Angeletti Segretario Generale
Adriano Musi Segretario Generale Aggiunto
Carmelo Barbagallo Segretario Confederale
Carlo Fabio Canapa Segretario Confederale
Antonio Foccillo Segretario Confederale
Guglielmo Loy Segretario Confederale
Franco Lotito Segretario Confederale
Paolo Pirani Segretario Confederale
Lamberto Santini Segretario Confederale
Donatella Vercesi Segretario Confederale
Rocco Carannante Tesoriere
  Torino 3-6 marzo 2002

XIII Congresso Nazionale

SLOGAN

 
  Torino 6 marzo 2002 Luigi Angeletti Segretario Generale

Più valore al lavoro

 
2002 tredicesimo congresso nazionale Adriano Musi Segretario Generale aggiunto
Carmelo Barbagallo* Segretario Organizzativo
Carlo Fabio Canapa Segretario Confederale
Carmelo Barbagallo Segretario Confederale
Antonio Foccillo Segretario Confederale
Guglielmo Loy* Segretario Confederale
Franco Lotito

Segretario Confederale

Paolo Pirani Segretario Confederale
Lamberto Santini Segretario Confederale
Donatella Vercesi Segretario Confederale
Rocco Carannante* Tesoriere
*entrato in Segreteria Confederale con elezione del Comitato Centrale antecedente al Congresso
  Roma 25-28 giugno 2006

XIV Congresso Nazionale

SLOGAN

 
Roma 28 giugno 2006 Luigi Angeletti Segretario Generale

Il lavoro

vera ricchezza del paese

2006 quattordicesimo congresso nazionale Carmelo Barbagallo Segretario Organizzativo
Carlo Fabio Canapa Segretario Confederale
Paolo Carcassi Segretario Confederale
Antonio Foccillo Segretario Confederale
Paolo Pirani Segretario Confederale
Guglielmo Loy Segretario Confederale
Nirvana Nisi Segretario Confederale
Domenico Proietti Segretario Confederale
Lamberto Santini Segretario Confederale
Rocco Carannante Tesoriere
  Roma 2-4 marzo 2010

XV Congresso Nazionale

SLOGAN

 
  Roma 4 marzo 2010 Luigi Angeletti Segretario Generale

Il domani riformista

 
2010 quindicesimo congresso nazionale
Segretari Confederali e le loro specifiche competenze:
Carmelo Barbagallo Organizzazione (dal 21 gennaio 2014 Segretario generale aggiunto)
Paolo Carcassi

Sviluppo sostenibile e politiche energetiche Salvaguardia del territorio e agricoltura - Sviluppo e investimenti reti nazionali materiali - Salute e sicurezza - Cooperazione sociale e il ruolo dell’ANCS

Carlo Fiordaliso Politiche di cittadinanza, del sociale e del nuovo welfare - Politiche della salute - Politiche del volontariato sociale e i rapporti con il Terzo Settore - Mobbing e Stalking - Rapporti con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
Antonio Foccillo

Politiche di programmazione economica e finanziaria - Politiche per l’Università l’innovazione e la ricerca - Aziende nazionali del trasporto

Guglielmo Loy

Sviluppo territoriale e politiche di coesione e dello sviluppo del Mezzogiorno - Fondi strutturali. Lotta al sommerso e politiche per l’emersione - Decentramento istituzionale e politiche regionali - Federalismo fiscale - Politiche per le aree urbane (casa, periferie, mobilità urbana) - Politiche migratorie - Formazione professionale - Mercato del lavoro

Paolo Pirani Riforma del modello contrattuale - Contrattazione pubblica e del privato industriale - Telecomunicazioni - Diritto di sciopero
Domenico Proietti Politiche fiscali - Politiche previdenziali, fondi integrativi e coordinamento - Rappresentanze CIV degli enti
Anna Rea Politiche internazionali
Lamberto Santini Politiche per la tutela del consumatore - Terziario e servizi - Democrazia economica
Rocco Carannante Tesoreria - Politiche finanziarie e partecipazioni - Rapporti amministrativi con gli enti e le associazioni - Coordinamento ufficio legale - Gestione del Personale
  Bellaria (RN) 1-3 ottobre 2012

VIII Conferenza di Organizzazione

   

Saranno definite alcune modifiche statutarie destinate a modernizzare la struttura organizzativa della UIL.

Si punterà, tra l'altro, ad un maggior ruolo del livello regionale sia confederale che categoriale, accrescendo la presenza dei militanti nei luoghi di lavoro e nel territorio.

Si introdurranno, inoltre, le regole per la limitazione dei mandati per gli incarichi di segreteria.

  Roma 21 gennaio 2014 Consiglio Confederale    

Il Consiglio , oltre alle delibere relative alla convocazione del XVI Congresso Confederale ha provveduto ad eleggere, con voto unanime, Carmelo Barbagallo alla carica di Segretario Generale Aggiunto della Uil e ratificare, sempre con voto unanime, le dimissioni da Segretario Confederale di Paolo Pirani, Anna Rea e Lamberto Santini che mantengono, rispettivamente, l’incarico di Segretario Generale della Uiltec, Segretario Generale dell’Ur Campania e Presidente dell’Adoc.

 
  Roma 19-21 novembre 2014

XVI Congresso Nazionale

SLOGAN

 
  Roma 21 novembre 2014 Carmelo Barbagallo Segretario Generale

Lavoro voglia di riscatto

 
XVI Congresso Nazionale UIL
Segretari Confederali e le loro specifiche competenze:
Pierpaolo Bombardieri Organizzazione
Antonio Foccillo

Riforma Pubblica Amministrazione - Contrattazione Pubblico Impiego - Politiche delle Partecipate Locali

Guglielmo Loy

Politiche di Programmazione Economica  e Finanziaria -Politiche attive e passive del lavoro, Immigrazione - Federalismo, Mezzogiorno, Politiche regionali e Fondi Europei

Tiziana Bocchi Contrattazione Privata e Politiche Settoriali Rappresentanza e Rappresentatività
Domenico Proietti Politiche fiscali - Politiche previdenziali - Coordinamento Enti
Paolo Carcassi Bilateralità - Sviluppo Sostenibile - Salute e Sicurezza
Silvana Roseto

Politiche di Cittadinanza, del Sociale e del Nuovo Welfare - Politiche della Salute - Terzo Settore - Formazione Sindacale

Rocco Carannante Tesoriere - Politiche di Bilancio e Tesoreria (fino al 25.02.2015)
Carlo Fiordaliso viene nominato Presidente dell'Istituto Studi Sindacali della UIL
Benedetto Attili* Tesoriere - Politiche di Bilancio e Tesoreria (dal 26.03.2015)
Roma 26.03.2015 Consiglio Confederale
* Il Consiglio Confederale elegge all'unanimità Benedetto Attili Tesoriere della UIL
  CONGRESSI SEGRETARI NAZIONALI UIL CHI SIAMO  
1953 - 1969 Italo Viglianesi

Italo Viglianesi

 
  1969 - 1971 Lino Ravecca

Lino Ravecca

Ruggero Ravenna

Ruggero Ravenna

Raffaele Vanni

Raffaele Vanni

1971 - 1976

Raffaele Vanni

Raffaele Vanni

1976 - 1992

Giorgio Benvenuto

Giorgio Benvenuto

1992 - 2000

Pietro Larizza

Pietro Larizza

2000 - 2014

Luigi Angeletti

Luigi Angeletti

2014 -

Carmelo Barbagallo

Carmelo Barbagallo

  Per ottenere una breve biografia del singolo Segretario Generale della UIL cliccare sul nominativo  
 

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